L’immacolata concezione”: Il Dramma, il Dogma, e il Disastro

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Richard Bennett

Il mondo cattolico-romano si sta preparando per le celebrazioni che avverranno per commemorare la promulgazione del dogma della “Immacolata Concezione” di Maria ben 150 anni fa. Gli occhi del mondo cattolico si uniscono a quelli del Vaticano per guardare a Lourdes, in Francia. E’ là, infatti, come afferma il Vaticano, che il 25 marzo 1858, Maria apparve ad una giovane contadina, Bernadette Soubirous, annunciando: “Io sono l’Immacolata Concezione”. Il Papa di allora ritenne così si trattasse di una palese conferma di quanto aveva proclamato quattro anni prima, nel 1854. Già molto è avvenuto e ci si sta preparando al culmine delle celebrazioni, l’8 dicembre 2004. Un intenso culto di Maria è già pratica corrente: “Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori e ci rivolgiamo alla “Madre della misericordia”, alla Tutta Santa. Ci affidiamo a lei “adesso”, nell’oggi delle nostre esistenze. E la nostra fiducia si dilata per consegnare a lei, fin da adesso, “l’ora della nostra morte”[1]. Il motivo di tutto questo entusiasmo e fervore nell’ulteriore diffusione di questo dogma pontificio è che la maggior parte degli altri tradizionali dogmi su Maria, sono fondati sulla dottrina della “Immacolata Concezione”.

L’Immacolata Concezione presenta Maria “piena di grazia” e completamente priva di peccato La Chiesa cattolica insegna che Maria era “piena di grazia” e priva di peccato sin dal momento del suo concepimento e che lei rimase priva di peccato per tutto il corso della sua vita. Questo è l’insegnamento ufficiale:

Nel corso dei secoli la Chiesa ha preso coscienza che Maria, colmata di grazia da Dio, [Cf Lc 1,28] era stata redenta fin dal suo concepimento. E’ quanto afferma il dogma dell’Immacolata Concezione, proclamato da papa Pio IX nel 1854: “La beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale” [Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus: Denz. -Schönm., 2803][2].

Maria, per la grazia di Dio, è rimasta pura da ogni peccato personale durante tutta la sua esistenza[3].

Il dogma della “Immacolata Concezione” non riguarda la nascita verginale di Gesù Cristo, ma il concepimento di Maria stessa nel ventre di sua madre. Si afferma che lei era “piena di grazia” e che è rimasta priva del peccato originale e di ogni peccato attuale per tutta la sua vita. Il papato afferma che il termine “piena di grazia” è usato in Luca 1:28: “L’angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te»”. Nelle Bibbie cattoliche, questo versetto è erroneamente tradotto con “piena di grazia”[4]. In realtà è vero l’opposto: la Bibbia afferma che Maria è divenuta la destinataria del favore o grazia di Dio, non che lei fosse “piena di grazia”[5]. Lo stesso verbo è usato solo in un altro luogo nel Nuovo Testamento, cioè Efesini 1:6, dove è affermato come tutti coloro che ricevono la grazia di Dio, siano altamente favoriti[6].

L’attributo chiave che la Chiesa cattolica attribuisce erroneamente a Maria, è che lei sia “piena di grazia”. L’insegnamento ufficiale, inoltre, dichiara:

Nella discendenza di Eva, Dio ha scelto la Vergine Maria perché fosse la Madre del suo Figlio. “Piena di grazia”, ella è “il frutto più eccelso della Redenzione” : [Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 103] fin dal primo istante del suo concepimento, è interamente preservata da ogni macchia del peccato originale ed è rimasta immune da ogni peccato personale durante tutta la sua vita[7].

Nella Scrittura, però, è chiaramente affermata la condizione morale di ciascun credente prima della sua conversione: “Dio ha vivificato anche voi, voi che eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati” (Efesini 2:1). A causa del peccato di Adamo, tutta l’umanità, inclusa Maria, nasce spiritualmente morta. La Scrittura dipinge chiaramente la condizione morale dell’umanità: “…com’è scritto: «Non c’è nessun giusto, neppure uno. Non c’è nessuno che capisca, non c’è nessuno che cerchi Dio” (Romani 3:10,11). Ciò che però rende l’attributo “piena di grazia”, com’è assegnato a Maria, del tutto stupefacente, è la verità biblica che la pienezza della grazia sia prerogativa specifica dello stesso Cristo e di Lui soltanto. Essere “pieno di grazia” è un attributo distintivo dell’ufficio di Cristo. Questa caratteristica unica è accordata solo a Gesù Cristo, il Signore: “la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità” (Giovanni 1:14). Tutto ciò che lo ha preceduto non è che un tipo ed una rappresentazione della Sua essenza. L’apostolo Giovanni proclama: “Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Gv. 1:16).

Affermare, perciò, che Maria sia “piena di grazia” come attributo suo proprio, non è altro che una bestemmia. Esso manifesta solo arrogante disprezzo verso Colui che, solo, è il Figlio di Dio fattosi carne, “Egli, che è splendore della sua gloria e impronta della sua essenza, e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver fatto la purificazione dei peccati, si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 1:3). Esortare a rivolgersi a Maria come “piena di grazia”, è un palese furto della caratteristica distintiva del Signore Gesù Cristo.

Chiamare Maria “piena di grazia”, inoltre, è un insulto verso la sua persona. Essa si era rallegrata d’aver trovato il suo Salvatore: “L’anima mia magnifica il Signore, e lo spirito mio esulta in Dio, mio Salvatore” (Lu. 1:46,47). Dio è chiamato “Salvatore”, perché salva il Suo popolo dai loro peccati. Anche la madre del Signore aveva bisogno di un Salvatore. La beatitudine di Maria è una dimostrazione del divino favore nei suoi confronti, specialmente nel fatto d’essere stata chiamata a diventare la madre del Signore. Da parte di Dio, si tratta d’un atto della Sua sovrana elezione. Maria, come vergine, come credente, e secondo la Parola che Dio le rivolse, concepì e partorì Gesù Cristo, il Signore. Più tardi, in ubbidienza alla Parola del Signore, ella divenne moglie di Giuseppe e madre dei loro figli[8]. Come ogni altro vero credente, Maria di Betlemme era un peccatore salvato dalla grazia di Dio, per fede, e non perché avesse in sé stessa una giustizia sua propria od una grazia particolare che la preservasse dal peccato sin dalla nascita, anzi, sin dal suo concepimento!

Gli attributi che distinguono Dio da ogni altro essere

Gesù Cristo stesso, con il Padre e con lo Spirito Santo, è Dio, Colui che solo possiede la piena santità o “tutta la santità”. Nel Cattolicesimo vi è il tentativo di proclamare pure Maria “tutta santa”.

Chiedendo a Maria di pregare per noi, ci riconosciamo poveri peccatori e ci rivolgiamo alla “Madre della misericordia”, alla Tutta Santa[9].

La Bibbia insegna chiaramente che Dio solo è infinito, eterno, ed immutabile nel Suo Essere, sapienza, potenza, giustizia, bontà e verità. Egli è il “tutto santo” per eccellenza. La Sua santità è l’attributo che copre ogni altro attributo. Ecco così che la Sua giustizia è santa, la Sua verità è santa, la Sua rettitudine è santa. In ogni Suo attributo e in tutti i Suoi attributi nel loro complesso, Egli possiede una santità che lo distingue da ogni altro essere. Egli è totalmente altro. La ragione per cui noi dobbiamo essere resi giusti di fronte all’Iddio tutto santo, la proclamano le Scritture: “Nessuno è santo come il SIGNORE, poiché non c’è altro Dio all’infuori di te; e non c’è rocca pari al nostro Dio”(1 Samuele 2:2). Esse pure proclamano: “Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo; e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono stati manifestati” (1 Samuele 15:4). Cercare di rivolgersi ad una creatura come “tutta santa”, non significa altro che commettere i peccati di bestemmia e di immorale idolatria.

La presunta esaltazione di Maria all’ufficio di corredentrice

La Chiesa cattolica afferma che colei che essi considerano come “tutta santa” sarebbe pure la causa della salvezza. Il Cattolicesimo dichiara:

Come dice sant’Ireneo, “obbedendo divenne causa della salvezza per sé e per tutto il genere umano”. Con lui, non pochi antichi Padri affermano: “Il nodo della disobbedienza di Eva ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la sua incredulità, la Vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede”, e, fatto il paragone con Eva, chiamano Maria “la Madre dei viventi” e affermano spesso: “la morte per mezzo di Eva, la vita per mezzo di Maria” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 56][10].

Quest’affermazione è del tutto sacrilega ed ha un effetto letale sulla persona ordinaria che cerca di essere salvata davanti a Dio. Presume che Maria abbia un’influenza su Dio e di fatto accredita a lei la causa efficace della salvezza delle anime, inclusa la sua. In questo si dimostra un arrogante disprezzo per l’amore di Dio come la causa originale della salvezza delle anime. La Bibbia insegna che la salvezza delle creature umane dipende dall’iniziativa di Dio stesso, “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). Egli “il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà” (Esodo 34:6). Dire a chiunque che Maria è “causa di salvezza” non è nulla di meno che un esplicito tradimento della sola speranza che una persona possa avere, cioè l’amore di Dio nel solo Gesù Cristo.

Una porta d’accesso verso l’occultismo

Al livello della fede popolare, il culto di Maria conduce direttamente all’occultismo. Il Papa Giovanni Paolo II è il prototipo stesso di come questo possa avvenire. L’8 ottobre del 2000 egli si spinse fino a consacrare il nuovo millennio a “Maria santissima”[11]: Nel rendere onore a “Maria santissima”. Il Papa pecca in modo flagrante contro il primo Comandamento, perché egli così incoraggia il cattolico ad abbandonare il vero culto di Dio e ad entrare nel regno occulto del mondo degli spiriti. Un tale comportamento comporta un severo giudizio di Dio sulle nazioni e sulle famiglie, come dichiara la Sua Parola: “Il SIGNORE s’è fatto conoscere, ha fatto giustizia; l’empio è caduto nella trappola tesa con le proprie mani” (Salmo 9:16).

Nei paesi cattolici madonne “nere”, considerate operatrici di miracoli, conducono facilmente in un clima di diavoli, angeli, magia ed occulto. Vi è uno sconcertante parallelismo fra la falsa Maria dei cattolici romani e le divinità femminili pagane. La triste realtà, però, è che un tale comportamento costituisce la porta d’accesso al satanismo, alla pornografia, al suicidio, ed ad un generale declino della morale. Il culto cattolico della “Immacolata concezione” e della “Regina del cielo” conduce all’occultismo e si colloca nell’ambito dell’occultismo. La Vergine Maria del cattolici, per esempio, viene inclusa fra le divinità femminili proposte da diversi siti internet che promuovono il paganesimo[12]. La trappola tesa da queste concezioni non riguarda solo gli adulti, ma anche i bambini. Ad esempio, un sito pagano in lingua inglese propone ai bambini una serie di immagini da colorare che contiene immagini di divinità femminili, fra cui la stessa Maria [13].

La conseguenza

Tutto ciò che abbiamo documentato sulla concezione del Cattolicesimo su Maria come “Immacolata Concezione”, “piena di grazia”, “tutta santa”, e “causa di salvezza”, è qualcosa di completamente profano e blasfemo di fronte all’Iddio tre volte santo ed all’esclusività del Salvatore Gesù Cristo, il quale nemmeno condivide con alcun altro la Sua virtù salvifica. Il dramma che conduce alle celebrazioni dell’8 dicembre 2004 è, di fatto, uno sfacelo, un disastro. Esse mettono in pericolo la salvezza eterna di uomini e donne in tutto il mondo. Ciò che è essenziale è una fede chiara nel Signore Gesù Cristo soltanto. “Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio” (Giovanni 3:18); “Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui” (Giovanni 3:36); “Chi crede nel Figlio di Dio ha questa testimonianza in sé; chi non crede a Dio, lo fa bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha resa al proprio Figlio” (1 Giovanni 5:10). Proprio perché l’essere umano è una creatura decaduta, l’Evangelo è l’unica via che porta a Dio: esso proclama che il solo Signore Gesù Cristo è il Salvatore. Integrandolo aggiungendovi Maria come via per credere in Lui è estremamente pericoloso e si rivela un impedimento all’eterna salvezza. Benché la Scrittura dichiari: “Non c’è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce” (2 Corinzi 11:14), è sconcertante vedere come il Principe delle Tenebre, il più straniero che vi possa essere alla Luce, sfrutti e stravolga la meravigliosa figura di una credente, Maria, fino a farla apparire una dea. Il giudizio del Signore cadrà inesorabile su chi insegna e pratica una tale dottrina malvagia. Lo stesso Signore Gesù Cristo dichiara: “”Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il giudizio al Figlio (…) e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo” (Giovanni 5:22,27). Ogni diritto di amministrare giudizio e correzione è stato dato a Gesù Cristo come regnante Re dei re e Signore dei Signori. Il Signore stesso dichiara: “Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio; e nessuno conosce il Figlio, se non il Padre; e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio, e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo” (Matteo 11:27), come pure: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra” (Matteo 28:18). Egli è fedele alla Parola che ha dato. “Noi conosciamo, infatti, colui che ha detto: «A me appartiene la vendetta! Io darò la retribuzione!» E ancora: «Il Signore giudicherà il suo popolo»” (Ebrei 10:30).

Volgetevi a Lui con pura fede per la salvezza che Egli solo può dare e con il convincimento che solo lo Spirito Santo può impartire. Per la vostra salvezza fondatevi solo sulla Sua morte e risurrezione. Credete in Lui solo: “a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio” (Efesini 1:6). Il Papa non fa mistero di ciò in cui lui crede veramente. Sia che venga fatto ignorantemente oppure no, i cattolici (per quanto sinceri) che rimangono fedeli al Papa quando egli esalta Maria, disdegnano l’esclusività e lo splendore di Cristo e del Suo Evangelo. La Parola del Signore parla chiaramente al riguardo della scelta che sta di fronte ad ogni cattolico: “Badate di non rifiutarvi d’ascoltare colui che parla; perché se non scamparono quelli, quando rifiutarono d’ascoltare colui che promulgava oracoli sulla terra, molto meno scamperemo noi, se voltiamo le spalle a colui che parla dal cielo” (Ebrei 12:25). Quando Dio ci parla attraverso le Scritture, la colpa di coloro che rifiutano di prenderle seriamente è ancora più grande, ed il loro castigo sarà ancor più intollerabile. Egli si aspetta giustamente che essi prestino la massima attenzione a quell’Evangelo che esige la fede nel Signore Gesù Cristo, il quale solo è pieno di grazia e di verità. Non si può presumere che la grazia di Dio abbracci tutti indistintamente, ma dobbiamo invocarla con sempre più urgenza. E’ in gioco la gloria del Signore, l’Evangelo, e le sue promesse. “Perciò, ricevendo un regno che non può essere scosso, siamo riconoscenti, e offriamo a Dio un culto gradito, con riverenza e timore! Perché il nostro Dio è anche un fuoco consumante” (Ebrei 12:28,29). ¨


Richard Bennett, autore di questo articolo, è stato per 21 anni un sacerdote in una parrocchia di Trinidad, nelle Indie Occidentali. Dopo un serio incidente nel 1972, in cui perse quasi la vita, egli cominciò a studiare seriamente la Bibbia. Dopo aver messo a confronto per 14 anni la verità biblica con il Cattolicesimi, egli fu persuaso ad abbracciare il solo Evangelo nel 1986. Fu salvato così da Dio per la sola Sua grazia, e formalmente lasciò la Chiesa Cattolica Romana ed il suo sacerdozio. Fondò così un ministero evangelistico rivolto ai cattolici, chiamato “Berean Beacon” (Il raggio della Berea). Il sito internet è all’indirizzo: www.bereanbeacon.org.


End Notes

[1] Catechismo della Chiesa Cattolica, , 2677, in: http://www.christusrex.org/www1/catechism/CCC4-it.html, da ora in poi citato come “Catechismo”.

[2] Catechismo, 491.

[3] Catechismo, 493.

[4] „Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te»” (Luca 1:28 CEI).

[5] La grazia non è qualcosa di cui è per altro possibile „essere pieni“, non è una „sostanza“, ma un atteggiamento di Dio, un Suo decreto (N. d. T.).

[6] „…a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio“ (Ef. 1:6 NR), “…secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto” (Ef. 1:6 CEI).

[7] Catechismo, 508.

[8] Per esempio, Matteo 13:55: “…Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?”. Perché, allora, la Chiesa cattolica romana deliberatamente svia i suoi fedeli? Non fa altro che propagare un’immagine di Maria come di un semi-dio che si non può nemmeno avere una normale vita sessuale con suo marito, Giuseppe, e la stabilisce come modello del ruolo dei preti e delle suore che chiama a vivere una vita di celibato.

[9] Catechismo, 2667.

[10] Catechismo, 494.

[11] Ecco le testuali parole del Papa al riguardo: “O Madre, che conosci le sofferenze e le speranze della Chiesa e del mondo, assisti i tuoi figli nelle quotidiane prove che la vita riserva a ciascuno e fa’ che, grazie all’impegno di tutti, le tenebre non prevalgano sulla luce. A Te, aurora della salvezza, consegniamo il nostro cammino nel nuovo Millennio, perché sotto la tua guida tutti gli uomini scoprano Cristo, luce del mondo ed unico Salvatore, che regna col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen”. (http://www.alleanzacattolica.org/indici/mag_pontificio/08102000.htm).

[12] In un sito italiano, per esempio, si legge: “Il Ciclo di serate a Milano avrà quale filo conduttore le figure archetipiche delle Divinità femminili delle diverse tradizioni: Ishtar, Brigid, Maria, Demetra, etc…, tali figure verranno proposte, una per sera,sperimentandone le energie e ritrovando in ciascuna di esse le sfaccettature del nostro mondo interiore” (http://www.ilcerchiodellaluna.it/central_serate_01.htm). Si noti pure la seguente spiegazione: “Quando i primi missionari cristiani scoprivano in Gallia un gruppo di Celti intenti a venerare una figura femminile nell’atto di dare alla luce un bambino, non tentavano neppure di modificare le loro concezioni religiose. Si limitavano a spiegare loro che, senza saperlo, erano già cristiani, e stavano adorando un’immagine della Madonna. Così facendo trasformavano l’idolo pagano in una rappresentazione cristiana. Naturalmente per giustificare la presenza di figurazioni mariane addirittura precedenti alla stessa nascita di Maria, i teologi arrivarono a coniare il termine “Prefigurazione della Vergine”. Ma chi era quella figura materna venerata – con aspetti e nomi diversi – fin dai primordi dell’umanità? Se dovessimo necessariamente attribuire un’unica denominazione a Iside, a Ishtar, a Venere, ad Athena, a Gea, a Modron e a tutte le grandi e antiche divinità femminili, forse GRANDE MADRE sarebbe la scelta più appropriata. Tali divinità, anche se in modo differente, rappresentano generalmente la Dea Terra, l’onnipotente Madre di ogni essere vivente; sono il simbolo della natura nei suoi aspetti positivi – la fertilità, l’abbondanza dei raccolti – e negativi – le tempeste, la carestia. Per questo suo dualismo, molte antiche rappresentazioni della “Dea Madre” hanno il volto metà bianco e metà nero, da cui molto probabilmente derivano le celebri “Vergini Nere” come quella di Loreto o di Crotone, in Italia, secondo un processo operativo noto come sincretismo” (http://spazioinwind.libero.it/menhir/Menhir/archindi.htm).

[13] http://www.goddess2000.org/Coloring.html